Lo studio, pubblicato sul Journal of American Academy of child and adolescent psychiatry, non evidenzia alcun “trasferimento” di problematiche emotive legate all’ansia. Un esposizione successiva, da parte del genitore ansioso, può però impattare sulla salute psichica e sulla crescita dei figli.

Numerose ricerche in passato hanno dimostrato che i bambini che vivono in contesti familiari con genitori affetti da patologie legate all’ansia, hanno una maggiore probabilità di sviluppare le stesse problematiche. Non è ancora del tutto chiaro però se questa influenza si sviluppi in maniera graduale all’interno dell’ambiente familiare, oppure se la maggiore incidenza è legata ad una predisposizione genetica (alcuni pensano possa dipendere da entrambi).

Dalla ricerca non emerge alcuna associazione fra disturbi emotivi dei bambini ed esposizione in gravidanza, al contrario è emersa una modesta associazione fra esposizione post-natale e problematiche successive (0,75 – 22 anni di età). Serviranno future ricerche per confermare i risultati, per comprendere al meglio la stretta relazione fra madre e figlio e per coinvolgere negli studi anche la figura paterna.

I ricercatori premono per una visione più olistica del problema da parte dei medici, affinché si consideri non solo l’aspetto della predisposizione ma anche dell’ambiente familiare e del contesto sociale.

Fonte: Associations Between Parent Anxiety and Offspring Internalizing Problems (Yasmin I. Ahmadzadeh, PhD, Tabea Schoeler, PhD, Meredith Han, BSc, Jean-Baptiste Pingault, PhD, Cathy Creswell, PhD, Tom A. McAdams, PhD)

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