Medicina e salute

L’ansia accelera i processi che portano alla demenza

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L’ansia e gli stati prolungati di preoccupazione accelerano i processi che portano alla demenza e al deterioramento delle funzioni cognitive.

Lo studio, portato avanti dall’Università del South Carolina, ha valutato l’impatto negativo degli stati d’ansia su alcuni sintomi come la perdita di memoria. Si è partiti dalla conoscenza di alcuni fattori di rischio che predicono alcune tipologie di demenza, come la perdita di volume di alcune aree del cervello.

Il gruppo di studio ha incluso 339 persone con età media 72 anni. Tutti i pazienti avevano diagnosi di deterioramento cognitivo, 72 di questi avevano diagnosi di Alzheimer. I ricercatori hanno ottenuto i volumi di due aree del cervello molto importanti per le funzioni mnemoniche: l’ippocampo e la corteccia entorinale.

Come si ipotizzava, nelle persone con Alzheimer la perdita di volume di queste aree cerebrali è risultata più marcata, ma nei pazienti dove l’ansia era stata clinicamente diagnosticata il deterioramento cognitivo era stato molto più veloce rispetto agli altri soggetti, e questo indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio relativi ai geni.

I ricercatori non sono ancora stati in grado di capire se l’ansia possa essere considerata un fattore peggiorativo che contribuisce alla perdita di memoria o se la perdita di memoria induce ai soggetti con demenza stati d’ansia più o meno cronicizzati.

Successivi studi saranno realizzati per studiare il cervello agli arbori della demenza e per capire se vi possono essere marcate differenze di genere nell’associazione tra ansia e declino cognitivo.

Fonte: qui

Crediti: Foto di KLEITON Santos

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